La magia popolare e le divinazioni del periodo solstiziale, trovano ancora una volta spazio in una tradizione che si ripete puntualmente ogni anno durante la Notte della Viglia di San Pietro e Paolo.

Sto parlando della Barca, o Veliero, di San Pietro.

Trattandosi di una tradizione popolare, non esiste un’unica versione di questa mantica che può variare in alcuni dettagli di regione in regione, circa la procedura o anche nel giorno dell’esecuzione.

In alcune parti d’Italia, infatti, questo rituale rientra tra i rituali della Notte di San Giovanni, insieme alla preparazione dell’Acqua Lustrale o del Letto di San Giovanni; altri invece la fanno la notte del Solstizio. La più famosa e accreditata resta però la notte precedente il giorno dei Santi Pietro e Paolo, e quindi il 28 giugno.

COME PREPARARE LA BARCA DI SAN PIETRO

Anche la divinazione della Barca di San Pietro, è una di quelle mantiche che ha a che fare con il potere e la magia della rugiada.

Sebbene, come già accennato, possano esistere diverse varianti a seconda dei dettagli, la tradizione prevede di raccogliere acqua da 7 fonti diverse e metterla all’interno di un recipiente di vetro alto e largo (una brocca generalmente, ma in origine si usava un vecchio fiasco), all’interno del quale andrà versato l’albume di un uovo fresco deposto in giornata. Il tutto va poi esposto al calar del sole del 28 giugno e lasciato all’aperto, su un prato o sul davanzale di una finestra, per tutta la notte, per poi recuperare la caraffa prima del sorgere del sole.

Durante la notte, San Pietro camminando sulla Terra, soffierà all’interno del contenitore plasmando dando così forma all’albume dell’uovo.

Al mattino si esegue l’interpretazione e la lettura delle forme create dall’albume all’interno dell’acqua.

Anticamente questa divinazione veniva eseguita per avere un responso sulle condizioni atmosferiche per l’anno a venire e per capire che tipo di raccolto ci sarebbe stato.

A seconda della forma che assume la Barca, si preannuncia infatti tempo buono o cattivo e, di conseguenza, raccolto buono o cattivo. Se la Barca ha le vele aperte, si prevedono giornate di sole, se invece sono chiuse e strette indica pioggia in arrivo. In generale, un bel Veliero con molte vele aperte promette un'ottima annata di raccolto.

Oggi possiamo estendere l’interpretazione in tutti i campi della nostra vita ed interpretare “il raccolto” anche come metafora. Pertanto, la forma di una Barca con vele alte, spiegate e ben definite, rappresenterà un anno ricco di successi e soddisfazioni; vele poco delineate, basse, poco aperte indicano invece un anno con più difficoltà.

Allo stesso modo, questa divinazione può essere usate per i responsi amorosi: secondo la tradizione, se l’acqua in cui avete versato l’albume, si è ricoperta di bollicine significa che troverete presto un compagno o che ci sarà un matrimonio; l'immagine di un edificio o di una chiesa è di buon auspicio, ma il matrimonio non è indicato a breve termine; e se non dovesse apparire nessuna immagine, dovrete aspettare l’anno prossimo!

Ma oltre alle Vele, o alla schiuma, potreste individuare nella chiara dell’uovo anche altre immagini e/o simboli, che potete analizzare e interpretare avvalendovi di qualsiasi libro di simbologia o affidandovi al vostro intuito.

LA TEMPESTA INFERNALE DELLA MADRE DI SAN PIETRO

L’immagine della Barca di San Pietro è legata ovviamente ad alcune caratteristiche del Santo. Pietro infatti era un semplice pescatore della Galilea e per questo è considerato il patrono dei pescatori.

Secondo una tradizione popolare, si narra che un temporale infernale segue sempre il giorno di San Pietro. Il motivo di questa tempesta risiede in una leggenda che ha per protagonista la terribile Madre di San Pietro.

Pare infatti che la Madre di San Pietro finì all'Inferno perché donna crudele e peccatrice. Tutti allora si burlarono del Santo perché, pur avendo le chiavi del Paradiso, non aveva salvato l'anima di sua madre. San Pietro, mortificato e sofferente per la sventura della Madre, chiese a Dio una grazia e così il Signore gli permise di liberare la donna dall'Inferno.

Secondo una prima versione, frotte di Angeli e Arcangeli, scesero agli Inferi su una barca traghettata da San Pietro, per portare in salvo la donna, ma non appena gli altri dannati videro ciò che stava per accadere, iniziarono ad aggrapparsi alle sue vesti per poter lasciare l’Inferno insieme a lei e ascendere al Paradiso. La donna allora, iniziò a strapparsi le vesti a sua volta per liberarsi dalla presa delle altre anime, poiché voleva solo per sé la gloria del Paradiso. Di fronte a questa mancanza di amore per gli altri, San Pietro si rassegnò a lasciarla dov'era.

Una seconda versione racconta invece che Dio, nel momento in cui ricevette la richiesta di grazia da parte del Santo per la Madre, si ricordò che questa donna avida e arcigna aveva compiuto una volta da viva un gesto di carità, offrendo una cipolla cruda (o una pelle di porro) a un mendicante. Così Dio ordinò ai suoi Angeli di ricavare dalla pelle bianca e sottile di una cipolla (o dalla foglia di porro), una corda che potesse arrivare fino all’Inferno. San Pietro calò quindi la fune, ma non appena la donna iniziò ad arrampicarsi, gli altri dannati iniziarono ad andarle dietro. La donna cominciò a urlare e dimenarsi per non far aggrappare nessun altro alla fune e alle sue vesti, ma non ci fu niente da fare. La sottilissima corda di pelle di cipolla si spezzò facendo precipitare tutti all’inferno.

Da allora si dice che tutti i temporali che si verificano in prossimità della festa di San Pietro, sono causati dalle anime dei dannati che, ricadendo all'inferno, mandano sulla terra lampi di fuoco e tuoni terrificanti, mentre le nuvole più scure non sono altro che i vestiti della vecchia egoista, che richiede le anime dei pescatori per vendetta, causando naufragi.

SBLOCCARE LA STRADA

In molte tradizioni popolari e pratiche sincretiche di magia e cristianesimo, San Pietro è considerato colui che apre e sblocca la strade.

Molti praticanti durante la Notte di San Pietro si recano agli incroci per raccogliere della terra che poi useranno nei propri incantesimi e rituali.

Un rito popolare al riguardo, prevede di recarsi ad un incrocio, raccogliere della terra e lasciare un’offerta. Portatela a casa e mettetela in una ciotola, davanti a un’immagine del Santo a cui offrirete un bicchiere d’acqua fresca di fonte e dell’incenso in grani. Ungete una candela bianca o rossa con dell’olio, benedicendola nel nome di San Pietro. Ungete la candela dalle estremità verso di voi, se volete attirare qualcosa o aprire nuove strade, altrimenti nel verso contrario se volete bloccare, ostacolare o bandire qualcosa. Usando uno scongiuro, pregate San Pietro di ascoltare la vostra richiesta. Procuratevi poi una vecchia chiave, che farete passare per tre volte nei fumi dell’incenso. Caricate la chiave con il vostro intento. Infilate la candela nella ciotola di terra d’incrocio, e accendetela. Posizionate anche la chiave nella stessa ciotola. Lasciate consumare la candela. Quando la candela si sarà consumate e spenta, tornate all’incrocio da cui avete prelevato la terra e spargete la terra e i resti della candela dietro di voi, senza mai voltarvi indietro. Portate ora la chiave sempre con voi, per sbloccare o chiudere le strade che avete chiesto.

LE CHIAVI DI SAN PIETRO

Scrive Alfredo Cattabiani:

“Fra le usanze più singolari per la festa di San Pietro vi è quella palermitana delle chiavi. Verso la metà di giugno si cominciano a vendere chiavi di pasta di mele, di mandorle abbrustolite, di torroncino, di cannella e di altri dolciumi. Vi sono persino chiavi di mezzo metro e anche d’un metro che si portano su tavolette. «Chi l’haju bedda grossa la chiavi!… Haju la chiavi grossa» urlano i venditori con tono malizioso.
«Benché la chiave sia un dolce di quasi tutte le famiglie, pure gli sposi son quelli che più particolarmente ne danno e ne ricevono» scriveva il Pitrè. «Un fidanzato crederebbe di mancare a un dovere di galateo amoroso non presentando all’amata una bella chiave: regalo per San Pietro. La chiave deve aprire il suo cuore; la chiave è il simbolo della facoltà che egli acquisterà un giorno o l’altro di aprirsi e chiudersi a sua posta il Paradiso. Quando la chiave regalata si rompe per mangiarsi, allo sposo non potrà mancare il più bel pezzo che la sposa gli assegna ed offre.»16 Secondo una credenza popolare chi, morendo in questo giorno, si reca entro ventiquattr’ore a bussare alle porte del Paradiso, “viene accolto dal suo custode, Pietro, anche se è stato un incallito peccatore.”

L'AMULETO DI SAN PIETRO 

Per creare quest’amuleto avrete bisogno di due vecchie chiavi che legherete tra loro incrociandole e creando una X.

Il loro scopo sarà quello di aprire, attirare e sbloccare qualcosa o qualcuno; o anche di bandire, chiudere e bloccare definitivamente qualcosa o qualcuno.

Per farlo prestate attenzione al colore del cordino con cui decidete di annodare fra loro le due chiavi, usate:

Rosso: per l’amore, il sesso e le relazioni.
Blu: per la guarigione e per respingere il malocchio.
Verde: per il denaro, la prosperità e l’abbondanza.
Giallo: per il successo, la comunicazione e l’intelletto.
Nero: per la protezione, il bando, l’allontanamento e lo spezzare attacchi.
Viola: per i sogni, la spiritualità, la divinazione.

© L’Almanacco delle Streghe