Settembre è il periodo dei nuovi inizi. Si avviano nuovi progetti e si stabilisce una nuova routine. Siamo abituati nel nostro paese a considerarlo il mese in cui gli studenti e le studentesse di ogni ordine e grado tornano sui banchi di scuola. Anche noi sentiamo spesso la spinta ad iniziare un corso o di lavorare sulla nostra formazione, proprio a partire da questo mese.

Conoscete il mio motto: una strega istruita, è una strega più potente!

La formazione in campo spirituale, olistico, magico ha subìto sicuramente una forte impennata negli ultimi anni. Sono state fondate accademie, scuole, sono stati aperti centri o avviati corsi, masterclass, workshop e conferenze.

Se da un lato questa abbondanza di risorse cui accedere è sicuramente qualcosa di positivo, dall’altro ritengo che sia necessario prestare la giusta attenzione, soprattutto a chi sono gli “insegnanti” coinvolti nelle varie iniziative.

Faccio questo discorso con cognizione di causa e sentendomi coinvolto in prima persona in quest’argomento. Questo è il mio modo di mettermi in discussione.

Ho pensato quindi fosse utile provare a creare un piccolo vademecum, suddiviso per punti, che possa suggerirvi come scegliere la giusta realtà di formazione per voi, valutando in primis proprio gli e le insegnanti.

PAROLA D’ORDINE: TRASPARENZA!

La trasparenza è in cima alla mia lista di attributi positivi che un facilitatore, un insegnante, un coach o una guida devono avere.

Chi è questa persona? Con chi ha studiato? Dove, come e con chi si è formata? Qual è il suo rapporto con la materia che tratta?

Pretendete che sia ben visibile un curriculum. Ma assicuratevi di saper anche leggere tra le righe di un CV.

Se il curriculm dell’insegnante è solo una lunga lista di titoli che vanno da “Sacerdotessa della Perduta Atlantide” a “Sacerdotessa dell’Oracolo di Delfi” per finire con “Somma e Alta Sacerdotessa della Tradizione Misterica più Antica” (attenzione: i seguenti sono tutti titoli da me inventati), diffidate assolutamente.

Le Tradizioni formalmente riconosciute, raramente o quasi mai, permettono di prendere il titolo di Sacerdote o Sacerdotessa in più Tradizioni. Generalmente si è Sacerdoti o Sacerdotesse di una sola Tradizione, quella dove ci si è formati e si è seguito il training formativo necessario per ottenere il titolo e la carica in questione. Ciò non significa che un Sacerdote o una Sacerdotessa, non possa aver all’attivo alcuni anni di formazione presso un’altra Tradizione, o aver ricevuto anche un’iniziazione (generalmente di primo grado). Ma l’impegno del Sacerdozio è prerogativa della Tradizione principale che il praticante alla fine sceglie.

Allo stesso modo, diffidate da quei curricula che presentano una lunga lista di corsi che l’insegnante possa aver seguito, soprattutto se si tratta di percorsi privi di senso, e frequentati per una palese ed evidente smania di conquistare inutili attestati e diplomi che sono semplici pezzi di carta privi di valore, spesso ottenuti frequentando realtà dubbie come “fantomatiche accademie”, o persone poco trasparenti a loro volta. Personalmente non mi fiderei mai di seguire qualcuno che vanta nel proprio CV di essere “Master di Reiki degli Unicorni”, “Cintura Nera Mortale nell’Oscura Arte delle Maledizioni”, “Diplomato presso l’Accademia di Naturopatia allestita nel salotto di casa della Signora Giancarla”.

In ultimo, fate attenzione anche a quegli insegnanti che vantano insegnamenti tramandati segretamente per via ereditaria in famiglia, o iniziazioni a pratiche ricevute dallo sciamano della Tribù X (della quale nemmeno Google conosce l’esistenza) nel folto di una foresta dall’altra parte del mondo.

Assicuratevi che tutte le informazioni possano essere verificate!

NO AI TUTTOLOGI! SI ALLE COMPETENZE SPECIFICHE!

Diffidate dai Tuttologi, anzi cercate le competenze specifiche!

Prendiamo per esempio la sfaccettata, complessa e vasta arte della Divinazione: nessuno può essere realmente un esperto completo di tutti i meotidi di divinazione esistenti: rune, tarocchi, astrologia, divinazione col pendolo, con la cera o con la sfera di cristallo. Cercate un insegnante che abbia dedicato i suoi studi alla specializzazione in un ambito preciso, magari in pratiche divinatorie affini tra loro (per esempio la cartomanzia con diversi mazzi).

Allo stesso modo un insegnante appartenente a una tradizione Ricostruzionista dove non si pratica la magia, non potrà mai insegnarvi pratiche Neopagane e viceversa (anche se invece vi consiglio di pretendere da un insegnante Neopagano la conoscenza delle origini di uno specifico culto o di determinate pratiche).

Non c’è nulla di sbagliato nello specializzarsi in uno, due o tre ambiti di interesse. Anzi, è un impegno sacro e sano.

INSEGNANTI NARCISISTI: NO GRAZIE!

L'eccessiva autoreferenzialità e un narcisismo nemmeno troppo velato, dovrebbero essere per voi una vera e propria bandiera rossa che indica “ATTENZIONE!”.

Ricordatevi che siete su un percorso il cui scopo può essere al massimo quello di portarvi a sviluppare una pratica devozionale nei confronti di una Divinità, di un’Energia Sacra, ma NON di un essere umano!

Nessun Sacerdote o Sacerdotessa è un dio o una dea.

Diffidate da quei personaggi che si nascondono dietro l’etichetta dell’insegnante per sviluppare invece un vero e proprio Culto della Propria Persona!

Riconoscerli è facile: sono personaggi che sponsorizzano magari i propri corsi con proprie fotografie ad effetto, magari agghindati in costumi bellissimi, trucchi scenografici e che usano frasi tipo “Diventa anche tu come me!”.

Un vero insegnante lavora con voi per far emergere la vostra natura, per far brillare il vostro Io Interiore che è unico e autentico, non cerca di plasmarvi a sua immagine e somiglianza.

Allo stesso modo, va benissimo che un insegnante faccia magari riferimento al libro che ha scritto e pubblicato, al sito web che gestisce o alla Tradizione che ha fondato. Accertatevi però che non faccia solo ed esclusivamente riferimento unicamente a quelle fonti! Un relatore che fa una conferenza ad un evento pagano e promuove la sua opera, va bene; ma se state intraprendendo un percorso di formazione, dovete avere accesso e vi devono venir consigliate anche altre fonti, non solo quelle sviluppate da colui o colei che tiene il corso!

Se alle vostre domande l’insegnante risponde con “Puoi trovare la risposta sul mio sito web” o “Leggi il mio secondo libro, le risposte che cerchi sono lì” o ancora “Acquista il mio videocorso, lì parlo di questa cosa”, è sintomo che la persona in questione si sta semplicemente approfittando della vostra stima e della vostra buona fede, nutrendo il suo ego (e il suo portafogli).

L'INSEGNANTE RUFFIANO

Questa è una tipoligia incredibilmente insidiosa e che può fare seri danni. Si tratta di un'evoluzione dell'Insegnante Narcisista e consiste in un personaggio che fa di tutto per accaparrarsi la vostra fiducia per creare e sviluppare un rapporto di dipendenza. Un rischio davvero grosso. 

Come in tutte le relazioni tossiche, questo tipo d'insegnante punta solo a nutrire il proprio ego, e vi sfrutterà solo per i propri scopi (farsi fare buona pubblicità, cercare nuovi "adepti" fra i vostri contatti ecc.), per poi abbandonarvi o sbarazzarsi di voi quando non gli servirete più.

Guai a contraddirlo o a fargli domande che possano mettere in duscussione la sua autorità: potrebbe farvi fuori dal suo corso in un attimo, per mettersi subito alla ricerca poi di una nuova vittima. Fuggite a gambe lavete da questi personaggi e mettete in guardia coloro che sapete potrebbero incappare nella sua rete. 

TITOLI ACCADEMICI

Nessuno possiede una laurea in Stregoneria, in Pratiche Esoteriche o Spiritualità della Dea!

Ma potreste trovare nel CV del vostro insegnante, percorsi accademici o titoli universitari che possono essere affini o che possono essere utili alla formazione di quel formatore.

Lauree in antropologia, in studi religiosi, filosofia, archeologia, studi classici, possono aver ispirato una persona verso determinati ambiti e approcci della ricerca esoterica.

Ma questo, bisogna ammetterlo, lascia il tempo che trova.

Una laurea, un buon livello di cultura, anche medio-alto o alto, non indica necessariamente che avete davanti a voi una persona intelligente! Anzi!

Talvolta una formazione accademica troppo millantata, un atteggiamento ostentato da professore universitario mancato, l’uso eccessivo di termini sconosciuti ai più o di una dialettica poco comprensibile, sono il riflesso di un’Ombra e di una ferita da parte di quella persona che ha probabilmente fallito in ambito accademico o lavorativo e che cerca la propria rivalsa, adottando un atteggiamento del tutto poco conforme al contesto. Ecco allora che quella persona trasforma anche la più informale delle chiacchierate in una boriosa conferenza!

Conosco insegnanti o praticanti che non sono laureati, ma che possiedono un’intelligenza superiore a molti di coloro che vantano percorsi accademici in prestigiosi atenei. La cultura personale è qualcosa che ciascuno di noi può costruirsi e alimentare, l’intelligenza è un dono assai più raro e che non si può insegnare.

Esistono però altri ambiti in cui un titolo di studio conforme alla disciplina esoterica che si insegna, può essere molto utile. Penso per esempio a chi decide di specializzarsi in erboristeria non solo dal punto di vista magico, ma anche omeopatico, terapeutico, fitoterapico. Accertatevi allora che quella persona si sia formata davvero in una scuola di specializzazione seria.

Così come sarebbe bene per un insegnante di danze sacre, di yoga, o di discipline che hanno a che fare con il corpo, conoscere in maniera approfondita l’anatomia umana, per capire se quel determinato movimento fa per voi.

Anche in questo caso, fate tutte le vostre domande e indagate!

UN BUON INSEGNANTE È ANCHE UNO STUDENTE CURIOSO

Nessuno finisce mai d’imparare e una persona che insegna in realtà non sveste mai i panni dello studente a sua volta!

Quando decidete di intraprendere un percorso di formazione con qualcuno, chiedetegli anche: Con chi stai studiando ora? Cosa stai leggendo? Ti stai specializzando o stai approfondendo altro?

Oltre che con altri insegnanti, un vero formatore troverà a sua volta la figura degli insegnanti in ogni singola persona che deciderà di frequentare il corso che egli offre. Cercherà di imparare da voi, dalle vostre esperienze, e vorrà confrontarsi con voi per sapere e conoscere che effetti sta avendo quello che state studiando insieme, perché per lui o lei sono informazioni e lezioni importanti.

CONDIVISIONE BILATERALE

Spesso vi verrà chiesto di presentarvi alle prime lezioni di un corso, o anche in fase di iscrizione. Vi verranno fatte domande su chi siete, da dove venite, da quanto tempo praticate, perché siete interessati a quel determinato percorso (ma non è detto che in realtà queste domande vi vengano poste e, a mio avviso, già quando si salta questo passaggio è sintomo di poca professionalità).

Accertatevi di fare anche voi la stessa cosa. Fate delle domande.

Se un insegnante non è disposto a condividere i dettagli del corso o come è arrivato a comprendere ciò che insegna, o quali sono le sue aspirazioni e i suoi obiettivi con quel determinato lavoro, è già un piccolo campanello d’allarme.

I migliori insegnanti che ho avuto nel corso degli anni sono quelli che condividono il significato del proprio lavoro e sanno spiegarne il perché.

La condivisione deve essere bilaterale, è un rapporto di fiducia che deve valere per entrambe le parti coinvolte: non ci troviamo ad un corso per diventare degli impiegati del catasto, siamo su un percorso che è sacro in qualsiasi sua declinazione e accezione.

Un buon insegnante condivide la sua esperienza, e racconta le proprie vicende magari svelandovi i dettagli di quei momenti importanti della sua vita in cui la pratica che vi sta insegnando si è dimostrata utile e importante.  

Ogni volta che inizio un mio percorso, lo faccio ricordando alle persone che camminano con me che prima di loro, sono passato anche io per quella “strada”. Trovo giusto dirgli e ricordargli che posso camminare accanto a loro, che so dove possono nascondersi delle insidie, perché io stesso le ho sperimentate. Mi premuro anche di dirgli che le loro sfide, le loro rivelazioni, le loro sensazioni, saranno probabilmente diverse dalle mie. Ma comunque cammineremo insieme.

LA RICERCA DEL FEEDBACK

Questo è un punto importante per me. Quanto è aperto l'insegnante a ricevere il vostro feedback? La ricerca del vostro feedback è un buon segno. Sentirsi chiedere “Secondo te, cosa avrebbe potuto rendere ancora più interessante questo corso per te?”, dimostra che l’insegnante si preoccupa di come avete ricevuto il suo lavoro, e che sa che c’è sempre un margine di miglioramento.

Una cosa è essere esperti di una materia, un'altra cosa è essere al servizio delle persone che si recano da qualcuno per imparare qualcosa.

Se un insegnante non prende in considerazione o non ricerca il vostro feedback, c’è qualcosa che non va.

Allo stesso modo, un insegnante deve anche saper reggere qualche critica o le difficoltà di un singolo, cercando eventualmente insieme una soluzione che sia specifica, senza gravare magari sull’intero gruppo.

Certo, se in un gruppo di dieci persone, sette mostrano delle difficoltà, dovrebbe mettersi in discussione e chiedersi se il problema non sia proprio in qualche sua modalità che può essere di qualsiasi tipo: dal non comunicare bene le indicazioni, al non saper coinvolgere le persone, all’avere un atteggiamento poco chiaro o confuso, o che intimidisce risultando poco accogliente, non spronando così al dialogo.

Un insegnante che fugge davanti alle difficoltà di chi ha davanti, decidendo di chiudere la porta in faccia ai proprie allievi, di farli sentire sbagliati facendo passare il messaggio che “forse quel percorso non fa per loro”, o che decide di restituirgli magari i soldi del corso pagato pur di toglierseli dalle scatole, evitando così di mettersi in discussione e addossando la responsabilità e la colpa sugli altro: non è un buon insegnante.

LIMITI E CONFINI

I confini sono una buona cosa, soprattutto quando si tratta di magia.

Confini chiari, precisi e netti sono confini sani. Assicuratevi che il vostro insegnante dichiari subito quali sono i confini e limiti del gruppo o del corso. “La lezione inizia a quest'ora e termina a quest'ora. I ritardi non sono ammessi”; “Il workshop tratterà questi argomenti specifici”; “Ecco come lavoreremo insieme”; “Questo tipo di comportamento non è accettabile e tollerato, e qualsiasi persona lo metta in pratica sarà allontanata”…

Gli insegnanti che sanno stabilire buoni confini tendono a essere ottimi insegnanti.

IL COSTO DELLA CONOSCENZA

Lo dichiaro subito: sono assolutamente a favore e pro la formazione a pagamento. Lo stesso vale per un consulto divinatorio, o una consulenza privata.

Chi offre questi servizi ha investito su sé stesso a sua volta investendo denaro per la propria formazione, tempo sottratto ad altri impegni, energie concentrate verso un unico obiettivo.

È giusto riconoscere economicamente il valore e il lavoro di un insegnante, soprattutto quando quello che fa non è un hobby o qualcosa di fatto a tempo perso.

Sono però a favore di un costo che sia sempre e comunque accessibile e proporzionato al lavoro del corso e all’impegno dell’insegnante.

Se vi chiedono centinaia di euro per ricevere nella casella di posta un pdf di venti pagine (nelle quali magari si afferma sono contenute conoscenze misteriche), si stanno palesemente approfittando di voi.

Se vi chiedono migliaia e migliaia e migliaia di euro per anni, per potervi nominare e proclamare Sacerdoti e Sacerdotesse di una Divinità, come se tale rito o impegno possa passare solo attraverso determinate caste, è una vostra libera scelto farlo ma ricordatevi che non è il Divino che state foraggiando e che l’impegno personale verso il Sacro non può essere sancito da nessuno se non da voi.

Valutate le differenze dei costi tra un corso online e uno in presenza. Il corso online da quanti incontri è composto? Sono incontri preregistrati o si tengono comunque con delle call live? C’è la possibilità di fare domande? Sono previsti gruppi di confronto sui social riservati solo a chi partecipa? Oltre alla lezione c’è altro materiale incluso?

Un corso dal vivo dovrà ovviamente far fronte anche alle spese di affitto di uno spazio, quindi mettete in conto anche questo.

In ultima cosa, fate in modo che l’insegnante che vi chiede magari migliaia di euro, non pensi solo a ciò che vi offre lui o lei: ma che pensi anche a ciò che vi aspettate di ricevere voi!

Una lezione che consiste solo in informazioni reperibili da qualsiasi libro o manuale, vale davvero tutti quei soldi? Vi è sufficiente? O siete alla ricerca di un approfondimento più corposo, arricchito da pratiche, che vi consenta di mettervi in gioco e di sporcarvi le mani? Volete essere degli studenti attivi, con la possibilità di apprendere veramente e sperimentare, o del tutto passivi, che si limitano ad annuire davanti a ciò che gli viene propinato?

Questo anche è un passaggio importante, perché sono del parere che dei buoni allievi, con delle alte aspettative, facciano dei buoni insegnanti!

Vedo, leggo o sento spesso “Ah sono proprio fortunato a studiare con…”, ma ricordatevi che è l’insegnante fortunato ad avere voi che scegliete di dargli una chance per fare quello che fa!

Senza allievi, senza persone curiose e pronte a mettersi in gioco…beh semplicemente non esisterebbero gli insegnanti!

COLLEZIONISTI DI STUDENTI

Anche questo, per me, è un campanello d’allarme. Ho conosciuto insegnanti che si riferiscono a tutti coloro che hanno frequentato un corso da loro come “I miei studenti”.

“Eh, lo sai che quella persona prima di fondare la sua tradizione è stato un mio studente???”.

C'è quest’atteggiamento tossico e fastidioso, tipico di quello che chiamo l’Insegnante Collezionista di Studenti, che non fa altro che vedere i partecipanti ai propri workshop o corsi solo come “i propri studenti”, non importa a quanto tempo addietro faccia riferimento, nel tentavo di voler rimarcare che quella persona deve probabilmente a lui o lei tutte le sue conoscenze!

Se partecipate a un workshop di tre giorni con un determinato insegnate, questo non fa di voi un “suo studente” a vita!

Ma lo stesso vale se si è in un percorso di formazione più lungo. Soprattutto laddove vogliano mettervi dei paletti alla vostra ricerca personale.

“Se vuoi studiare con me non puoi studiare con quest’altra persona”.

Perché? Chi lo dice? A meno che non si tratti di dover prendere un impegno (come il Sacerdozio) in una Tradizione specifica, tutti hanno il diritto sano e sacro di scegliere come, dove, quando e con chi studiare e formarsi. Nessuno può impedire che questo accada!

NON TUTTI FANNO PER TUTTI

Anche questa è una verità e una lezione da imparare. Non dobbiamo per forza piacere o andare d’accordo con tutti. Non tutti sono fatti per essere i nostri insegnanti. Non siamo fatti per essere allievi di ogni persona che vuole insegnare. A volte, semplicemente, non si va d’accordo. Non c'è nulla di personale. O almeno in teoria dovrebbe essere così.

Perché vi sono poi quegli insegnanti che invece si basano proprio sull’antipatia personale e fanno di tutto per mettervi in difficoltà, farvi sentire a disagio, inadeguati, sbagliati o fuori posto.

A voi la scelta se combatterli o prendere una strada diversa. Tendenzialmente però se decidete di affrontarli, sappiate che faranno appello al loro traballante piedistallo, o all’autorità loro conferita, per mostrarvi la porta d’uscita, perché per loro siete semplicemente scomodi. Sono battaglie perse purtroppo.

UN GRANDE ALLEATO: IL DISCERNIMENTO

Il discernimento è spesso il nostro strumento magico meno utilizzato eppure è il nostro più grande alleato. Come si mette in pratica? Ascoltandosi. Se avete la sensazione di avere una determinata idea su qualcuno, fidatevi. Non significa necessariamente che quella persona sia un cattivo insegnante o che voi siate un cattivo studente. Significa solo che qualcosa non va in questo momento. Affidatevi al vostro sentire. Lasciate il seminario. Uscite dal rituale con rispetto. Non c'è bisogno di spiegazioni (anche se, nei miei corsi, il feedback è sempre ben accetto!).

METTETEVI IN CAMMINO

Là fuori è pieno di insegnanti super validi, di corsi super interessanti, di formatori intelligenti, aperti, disponibili pronti a condividere con voi un pezzo del Sentiero della Strega. Sceglieteli con cura, perché scegliere un corso per la propria formazione spirituale è un dono che facciamo alla nostra anima, ma proprio perché abbiamo a che fare con una parte di noi così intima e privata, si può venir feriti facilmente e restare scottati.

Non lasciatevi però abbattere, ascoltatevi e scegliete quelle persone che pensate possano far bene voi in questo momento, ricordandovi sempre che però il Sentiero della Strega sul quale state camminano è solo ed esclusivamente il vostro: nessuno ha potere su di esso!

© L’Almanacco delle Streghe